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dossier COVID-19 - i dati nazionale, regionali e provinciali

Le tabelle ed i grafici che seguono sono, da me, elaborati sulla base dei dati forniti, quotidianamente, dalla "Protezione Civile" e dalla "John Hopkins University e Medicine" senza alcuna modifica e rettifica.
Si parla di dati non corrispondenti alla realtà, per vari motivi. Può essere. Ma per evitare di cadere in "fake news", in teorie strane o in strumentalizzazioni politiche, fintanto che questi dati non saranno resi pubblici e legittimati da organismi cui compete la legittimazione, mi asterrò dal prenderli in considerazione.
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Governo Italiano  Protezione Civile organizzazione Mondiale della Sanità 
Isituto Supperiore di Sanità   John Hopkins University e Medicine

Le tabelle ed i grafici che seguono sono, da me, elaborati sulla base dei dati forniti, quotidianamente, dalla Protezione Civile senza alcuna modifica e rettifica.
Esiste il problema degli asintomatici, sul quale non mi pronuncio, non disponendo della necessaria competenza circa la loro capacità di essere portatori di contagio o meno, visto, tra l'altro, che anche gli organismi di studio delle malattie infettive non sono concordi. Non posso considerarli statisticamente, non essendo disponibili dati certi e, credo, che sia impossibile quantificarli anche in modo empirico. Credo, comunque, che, nella realtà dei numeri, e nella loro analisi costante in periodi medio/lunghi, gli effetti possibili degli asintomatici vengano assorbiti nel risultato finale che è rappresentato dal totale dei contagi.
Si parla di dati non corrispondenti alla realtà, per vari motivi. Può essere. Ma per evitare di cadere in "fake news", in teorie strane o in strumentalizzazioni politiche, fintanto che questi dati non saranno resi pubblici e legittimati da organismi cui compete la legittimazione, mi asterrò dal prenderli in considerazione.
Ritengo, è, ovviamente, una considerazione personale, che in momenti di grande drammaticità, sia necessario superare ogni "appartenenza" e critica fine a se stessa o, peggio, strumentale, e restare con chi ha il compito di guidare il Paese anche se, in altri momenti non condiviso. La coesione nazionale può essere l'unica possibilità per uscire da questa pandemia. I confronti politici li riprenderemo dopo.
Non dimentichiamo quello che è successo con la "RESISTENZA" che, superando ogni divergenza politica, ha consentito di sconfiggere il nazi-fascismo. Oggi è necessaria una nuova "RESISTENZA".
I commenti, che cerco di contenere, sono solo opinioni personali e non hanno alcuna presunzione scientifica. Sono solo il frutto della lettura di numeri di chi ha una certa dimestichezza con i numeri e ritiene che i numeri siano più sinceri e reali delle opinioni. Altri non sono commenti ma la spiegazione dei criteri utilizzati. Le valutazioni specifiche relative al virus le lasciamo ai veri esperti che, certamente, ne sanno più di noi, e ai quali ci affidiamo anche se, come dagli stessi affermato, qualche errore di "sottostima" è stato fatto. Del resto l'errore umano è sempre dietro la porta e, a fronte di un virus nuovo e sconosciuto, è ancora più facile.
A mio giudizio, tutte le tabelle e i grafici che seguono, non consentono previsioni per capire quando il problema potrà essere considerato risolto. Ogni previsione di questa natura è solo teorica e senza alcun fondamento reale perchè troppi sono gli elementi che concorrono a diffondere il contagio e, probabilmente, qualcuno non ancora sufficientemente noto nemmeno agli studiosi delle malattie infettive come gli stessi, sovente, sottolineano.
Questi dati sono utili solo per comprendere che cosa sta succedendo e se la direzione può essere ritenuta quella giusta
la situazione aggiornata in Italia
COVID-19 ultima rilevazione della Protezione Civile
26 Novembre 2020
le variazioni percentuali sono calcolate rispetto al giorno precedente [in rosso] e al totale del contagio [in blue]
data ricoverati con sintomi nuovi % terapia intensiva nuovi % isolati domicilio nuovi % positivi variazione % dimessi guariti nuovi % decessi nuovi % casi totale nuovi % tamponi
26 Nov 33.612 -275
2,23
-0,81
3.846 -2
0,25
-0,05
757.961 4.425
50,20
0,59
795.419 4.148
52,68
0,52
661.180 24.031
43,79
3,77
52.850 822
3,50
1,58
1.509.875 29.001
1,92
1,96
21.188.898
i dati degli ultimi dieci giorni
le variazioni percentuali sono calcolate rispetto al giorno precedente [in rosso] e al totale del contagio [in blue]
data ricoverati con sintomi nuovi % terapia intensiva nuovi % isolati domicilio nuovi % positivi variazione % dimessi guariti nuovi % decessi nuovi % casi totale nuovi % tamponi
26 Nov 33.612 -275
2,23
-0,81
3.846 -2
0,25
-0,05
757.961 4.425
50,20
0,59
795.419 4.148
52,68
0,52
661.180 24.031
43,79
3,77
52.850 822
3,50
1,58
1.509.875 29.001
1,92
1,96
21.188.898
25 Nov 33.881 -264
2,29
-0,77
3.848 32
0,26
0,84
753.536 -6.457
50,88
-0,85
791.265 -6.689
53,43
-0,84
637.149 31.819
43,03
5,26
52.028 722
3,51
1,41
1.480.874 25.852
1,75
1,78
20.956.187
24 Nov 34.129 -120
2,35
-0,35
3.816 6
0,26
0,16
759.993 1.651
52,23
0,22
797.938 1.537
54,84
0,19
605.330 20.837
41,60
3,57
51.306 853
3,53
1,69
1.455.022 23.227
1,60
1,62
20.726.180
23 Nov 34.244 418
2,39
1,24
3.810 9
0,27
0,24
758.342 -9.525
52,96
-1,24
796.396 -9.098
55,62
-1,13
584.493 31.395
40,82
5,68
50.453 630
3,52
1,26
1.431.795 22.927
1,60
1,63
20.537.521
22 Nov 33.842 216
2,40
0,64
3.801 43
0,27
1,14
767.867 13.942
54,50
1,85
805.510 14.201
57,17
1,79
553.098 13.574
39,26
2,52
49.823 562
3,54
1,14
1.408.868 28.337
2,01
2,05
20.388.576
21 Nov 33.631 106
2,44
0,32
3.758 10
0,27
0,27
753.925 14.454
54,61
1,95
791.314 14.570
57,32
1,88
539.524 19.502
39,08
3,75
49.261 692
3,57
1,42
1.380.531 34.764
2,52
2,58
20.199.829
20 Nov 33.514 347
2,49
1,05
3.748 36
0,28
0,97
739.471 15.122
54,95
2,09
776.733 15.505
57,72
2,04
520.022 21.035
38,64
4,22
48.569 699
3,61
1,46
1.345.767 37.239
2,77
2,85
19.962.604
19 Nov 33.172 106
2,54
0,32
3.712 42
0,28
1,14
724.349 18.355
55,36
2,60
761.233 18.503
58,17
2,49
498.987 17.020
38,13
3,53
47.870 653
3,66
1,38
1.308.528 36.176
2,76
2,84
19.724.527
18 Nov 33.064 430
2,60
1,32
3.670 58
0,29
1,61
705.994 8.870
55,49
1,27
742.728 9.358
58,37
1,28
481.967 24.169
37,88
5,28
47.217 753
3,71
1,62
1.272.352 34.280
2,69
2,77
19.474.341
17 Nov 32.639 538
2,64
1,68
3.612 120
0,29
3,44
697.124 15.368
56,31
2,25
733.375 16.026
59,24
2,23
457.798 15.434
36,98
3,49
46.464 731
3,75
1,60
1.238.072 32.191
2,60
2,67
19.239.507
16 Nov 32.099 489
2,66
1,55
3.492 70
0,29
2,05
681.756 4.735
56,54
0,70
717.347 5.294
59,49
0,74
442.364 21.554
36,68
5,12
45.733 504
3,79
1,11
1.205.881 27.352
2,27
2,32
19.031.049
Nel caso i grafici non vengano caricati, cliccare  - posizionare il mouse sul punto del grafico a linea o sulla barra nel grafico a barre per la lettura dei dati
periodo dal dal
{Plotalot Plugin: chart 61 - Nessuna riga}
Il grafico, attestando la continua crescita del contagio, anche se in riduzione, come meglio comprensibile dal grafico delle variazioni, conferma che il picco non è stato ancora raggiunto e, forse, non è nemmeno prossimo.
Solo quando la linea del grafico comincerà a scendere e, quindi, vorrà dire che il contagio, o meglio, il numero dei contagiati sta diminuendo, il picco sarà raggiunto.
I tre grafici ridotti che seguono sono una ulteriore fonte di informazione che aiuta a comprendere, appunto al tendenza dell'evoluzione del contagio.
La elaborazione dei tre grafici non è stata fatta secondo criteri personali ma unicamente sulla base di criteri matematici e non è stata fatta con l'uso di "excel" ma con applicazione delle formule matematiche da cui discende la definizione e che sono, in modo sintetico espresse nella legenda del grafico.
I grafici ci indicano una tendenza positiva ma solo nel senso che l'evoluzione del contagio è in continua crescita anche se la crescita è in leggero calo, non sufficiente per consentirci di dire che il picco è prossimo.
Questi dati, credo, possono essere interpretati nel senso che la "medicina", per stessa affermazione dei medici, non ha ancora gli strumenti per sconfiggere il virus e che, purtroppo, sono solo i nostri comportamenti che possono aiutare i medici anche alleggerendo la tensione nelle strutture sanitarie come ci confermano i dati dei ricoverati con sintomi e delle terapie intensive.
Si potrebbe inserire anche un grafico di tendenza "logistica" che presuppone l'inserimento di elementi di valutazione diversi per i quali non esiste, ancora, alcuna certezza. 
{Plotalot Plugin: chart 40 - Nessuna riga}
{Plotalot Plugin: chart 59 - Nessuna riga}
Ho  inserito questo grafico che indica con le linee i diversi andamenti giornalieri della varie situazioni del contagio. Mi ha colpita un fatto.
Tutte le situazioni, ad eccezione dei guariti, che per fortuna aumentano, tendono a ridursi.
La linea nera, quella dei decessi, fatte salve le quotidiane oscillazioni, registra una riduzione notevolmente inferiore alle altre situazioni.
I decessi non sono strettamente collegati all'evoluzione dei contagio poichè subentrano altri elementi, anche soggettivi, che possono influire. Ma l'andamento dei decessi appare, comunque, anomalo.
Perchè, proprio i decessi hanno una andamento particolarmente negativo? I numeri evidenziano l'anomalia ma non possono spiegarla. Forse sono le stesse ragioni per cui i decessi, per il momento, in Italia sono, in percentuale sul totale dei contagiati, i più alti di tutto il mondo? è sufficiente la motivazione che la popolazione italiana è anziana?
Sono, forse, le strutture sanitarie inadeguate che hanno provocato una mortalità tanto elevata? Spero che qualcuno faccia chiarezza perchè comprendere le cause e le eventuali responsabilità per la morte di 18.849 persone è importante ed è una forma di rispetto della loro memoria.
 
Interessante, integrandosi la lettura con il precedente, il grafico delle variazioni giornaliere dei contagi. Dal grafico si evince in termini chiari che i contagi crescono ma in misura inferiore, pur in presenza di variazioni altalenanti probabilmente influenzati da problemi di raccolta dati.
Al 09 aprile la variazione è stata di 4.204 nuovi contagiati contro i 6.557 del 21 marzo.
Questo dato ci consente di affermare che il "picco" di crescita, non il "picco" di evoluzione, probabilmente è stato raggiunto, anche se la riduzione dei nuovi contagiati, in crescita, è ancora troppo bassa. La riduzione del 36%, in venti giorni, anche se positiva, non è sufficiente, è anzi indicativa della persistenza del pericolo.
Il grafico evidenzia, a conferma del pericolo, che, dal 7 aprile, 3.039 nuovi contagi, al 9 aprile, due giorni, è risalita a 4.204 nuovi contagiati.
Bene, a mio giudizio, ha fatto il governo a prorogare i provvedimenti sino al 03 maggio e a resistere alla pressione di chi vorrebbe riaprire tutte le aziende. Certo i problemi connessi alla chiusura delle aziende ci sono, forse non sono come vengono dipinti, ma non è il momento di parlarne. La priorità è la salute pubblica.
I dati riportati sono riferiti a quelli nazionali, quelli relativi alle singole regioni e province dovranno essere dedotti dalla lettura dei dati per ogni singola regione o provincia.
Anche in questo caso i tre grafici ridotti, per i quali vale la stessa indicazione fornita per i precedenti circa i criteri utilizzati, sono indicativi anche se non sono utili per la individuazione del picco dell'evoluzione.
Questi grafici confermano che la controtendenza rispetto alla crescita è in atto, pur continuando ad essere una crescita, perchè, comunque, i numeri di nuovi contagiati diminuisce, quotidianamente, fatte salve le normale e naturali oscillazioni. Ovviamente il ragionamento, come del resto le formule matematiche, operano secondo un andamento o variazione media, anche se si tratta di una media matematica che cambia in funzione del tipo di tendenza rilevata.
Un ragionamento a parte deve essere fatto per la "tendenza esponenziale", che pure da indicazioni prudenzialmente positivi. La diversa tendenza rispetto agli altri due, deriva dal fatto che, nella prima parte del periodo in esame, l'evoluzione era, appunto, esponenziale cioè cresceva, rispetto al giorno precedente, con una percentuale uguale o maggiore a quella registrata il giorno precedente. Tale effetto non è ancora stato completamento assorbito. In una tabella, pubblicata sino al 03 aprile, era stata fatta una proiezione esponenziale, sulla base dei dati del periodo, che portava alla possibilità, senza un contenimento reale, di un numero complessivo di contagi, a tale data, di 655.026 contagi totali.
La tendenza ci dice che, alla data del 03.04, la variazione giornaliera avrebbe dovuto essere di 6.103 casi mentre la variazione rilevata è stata di 4.585 casi. Ovviamente una lettura positiva anche se non sufficiente anche se è, per questo motivo, che il numero dei contagiati, alla stessa data, non è stato di 655.026 totali ma di 119.187. I numeri non devono spaventare, indicano solo una situazione ed i rischi conseguenti che, i nostri comportamenti possono cambiare.
La riflessione finale di analisi di questa parte ci dice che due sono i "picchi", cioè le vette da raggiungere, quello della crescita giornaliera, che può portare al rischio della crescita esponenziale, che probabilmente è stato raggiunto e superato, e quello del traguardo finale, dopo il quale inizia la decrescita che, probabilmente è ancora lontano. I giorni che ci aspettano sono i più faticosi, come lo sono le parti finali delle scalate di un ciclista, perchè si agigunge alla fatica iniziale, ma il traguardo è in vista. Resistitamo e ce la faremo.
Non facciamoci distrarre dalle polemiche, stupide ed indegne, risparmiamo le nostre risorse ancora disponibile per arrivare al traguardo.
{Plotalot Plugin: chart 82 - Nessuna riga}
La linea base (colore rosso) è la percentuale, 18,92%, che raddoppia il numero di casi in quattro giorni. Le percentuali giornaliere al di sotto di tale linee sono positive in quanto indicano una inversione di tendenza, è necessario, però, la continuità, i picchi giornalieri, al rialzo o al al ribasso, non sono indicativi poiché dipendono da diversi fattori compresa, ad esempio, una incompleta trasmissione di dati dalla periferia alla Protezione Civile.
Il valore percentuale della crescita si riduce anche perchè il rapporto sul numero dei contagiati in aumento contribuisce alla riduzione della percentuale, ma questo è da considerare, comunque, positivo, poiché il rischio è quello della crescita esponenziale che si rappresentare nella costanza percentuale di crescita. La riduzione della percentuale, al contrario, conferma che, quel rischio, è superato anche se non sufficiente.
Secondo Daniele Teresi, ricercatore di fisica teorica all’Università di Pisa (Corriere della Sera 11 marzo 2020), «In parole povere, quando il fattore di crescita diventa 1 l’epidemia è finita; questo perché vuol dire che domani il numero di contagiati sarà all’incirca uguale ad oggi. Quindi se i punti vanno scendendo è sotto-esponenziale (cioè, buono) perché si avvicina a 1. Se invece i punti restano costanti è esponenziale (cioè, brutto) perché non si avvicina a 1»
Attenzione che il fattore di crescita "1" non è un valore percentuale, ma corrisponde ad un valore percentuale dello 0%, cioè crescita zero. Il fattore di crescita si calcola secondo la formula (1+x/100), il fattore di crescita "1" è, quindi (1+0/100).
Solo quando sarà raggiunto quel fattore di crescita, il picco sarà raggiunto.
Diverso è il RO (Numero di Riproduzione del Contagio), anch'esso determinato in modo matematico ma con l'utilizzo di variabile di cui non dispongo. La spiegazione si trova nella pagina web dedicata del sito dell'Istituto Superiore di Sanità che si può visualizzare al seguente [link].
All'inizio della pubblicazione dei dati, avevo inserito una tabella con una proiezione esponenziale, sino al 03 aprile, non per fare una previsione ma per evidenziare il pericolo di uno sviluppo, in termini esponenziali, con le percentuali di crescita dei primi giorni di marzo. Quel pericoli sembra scampato ma, finchè non raggiungeremo il fattore di crescita "1" (percentuale ="0%") il COVID-19 non sarà sconfitto e, forse, non lo sarà completamente nemmeno in quel momento.
 

situazione totale dei tamponi alla data dell'ultima rilevazione

situazione giornaliera dei tamponi dell'ultima rilevazione

I dati dei primi due grafici a sinistra sono puramente informativi, trattandosi di valori assoluti che non tengono conto della situazione dei contagi e della popolazione di ogni singola regione. Gli altri grafici consentono una migliore lettura e comprensione di che cosa è successo in ogni singola regione perchè rapportati ai contagi, i secondi, e alla popolazione, i terzi

Ho voluto inserire i tre grafici che seguono, dai quali, sia in termini numerici. che percentuali e con le variazioni, dei vari effetti connessi prodotti dal contagio, è maggiormente comprensibile che cosa sta succedendo nel suo complesso.
i valori indicando con il posizionamento del mouse sopra le varie sezioni, devono intendersi in percentuale
Un fenomeno complesso, come quello dell'evoluzione del contagio del COVID-19 e della sua analisi e tendenza, deve essere affrontato nella sua complessità e non soffermandoci su aspetti parziali che possono portare a valutazioni distorte. E' evidente, e naturale, che se una delle sue parti evidenzia una riduzione, fino a quando la tendenza sarà in aumento, quella riduzione dovrà trovare riscontro nella crescita di qualche altro aspetto.
Se, come è successo il 07 aprile, l'insieme dei "positivi", ha registrato una forte riduzione, il dato non consente ottimismi, specialmente se la riduzione è dovuta alle "guarigioni", questo sarebbe accettabile, ma anche ai decessi, e questo è fortemente negativo.
Il giorno 07 aprile, comunque, il dato di crescita del contagio (totale contagi) è stato positivo perchè pari al 2,29%, ossia al fattore di crescita 1,0229, usando il parametro del Dr. Daniele Teresi.
La tabella che segue, con il riparto in percentuale dei vari aspetti con cui si esprime il contagio è signficativa.
La somma delle percentuali delle varie parti che caratterizzano il contagio, necessariamente, ha come risultato sempre 100 perchè il totale dei contagiati è, in percentuale, 100. Il grafico, considerato questo presupposto, indica che la variazione di ogni parte o aspetto del contagio comporta, come conseguenza la variazione di uno o più delle altre parti.
Nel caso specifico, i positivi, (colonne rosse, blu e azzurre) presentano una concreta e marcata riduzione che però è compensata dall'aumento dei guariti e dei decessi.
Del resto è pacifico che sia i guariti che i decessi, prima dell'evento, fossero parte dei positivi. Se la riduzione fosse stata compensata solo dai guariti avremmo potuto gioire ma, purtroppo, essendo dovuto anche all'aumento dei decessi, la riflessione dovrebbe essere un altra.
Il giorno 07 aprile con una variazione dei positivi pari ad un incremento di 880 unità e alo 0,94%, la variazione più bassa dal 10 marzo, è certamente positiva ma non sufficiente perchè in parte dovuta ai 604 decessi dello stesso giorno.
Oltretutto questo dato è stato interpretato in modo errato sia da parte dei media che da due ministri, Speranza e Boccia.
Speranza in particolare ha enfatizzato il dato dichiarando che finalmente la variazione era inferiore al fatto di crescita 1, mentre, essendo il dato espresso in percentuale corrisponde a 1,00944, quindi superiore. Si ricorda come detto in precedenza che l'obiettivo è il fattore di crescita 1 corrispondente allo 0%.
Ipotizzando, come molto probabile, che i decessi provengano dai ricoverati con sintomi e dai ricoverati in terapia intensiva, le varie espressioni positive di questi giorni, riferite ai positivi, possono essere considerate effimere e inutilmente illusorie. La riduzione dei ricoverati con sintomi e dei ricoverati in terapia intensiva sono sempre inferiori, in alcuni giorni notevolmente inferiori, alla metà dei decessi segno che ci sono state uscite ma anche nuove entrate. Forse la suddivisione dei due dati, uscite ed entrate, con la suddivisione delle ragioni, sarebbe stata più opportuna e corretta.

la situazione aggiornata per aree geografiche italiane
COVID-19 ultima rilevazione della Protezione Civile
26 Novembre 2020
le variazioni percentuali sono calcolate rispetto al giorno precedente [in rosso] e al totale del contagio [in blue]
area geografica ricoverati con sintomi nuovi % terapia intensiva nuovi % isolati domicilio nuovi % positivi variazione % dimessi guariti nuovi % decessi nuovi % casi totale nuovi % tamponi
Centro 6.055 14
2,31
0,23
791 -8
0,30
-1,00
154.435 -538
58,93
-0,35
161.281 -532
61,54
-0,33
94.537 4.840
36,07
5,40
6.255 165
2,39
2,71
262.073 4.473
1,71
1,74
4.436.456
Isole 2.080 -9
2,64
-0,43
326
0,41
0,00
49.073 471
62,27
0,97
51.479 462
65,32
0,91
25.545 1.657
32,41
6,94
1.789 54
2,27
3,11
78.813 2.173
2,76
2,84
1.282.536
Nord Est 6.150 -60
1,96
-0,97
700 10
0,22
1,45
166.982 -939
53,33
-0,56
173.832 -989
55,52
-0,57
127.935 8.354
40,86
6,99
10.914 173
3,49
1,61
313.107 7.538
2,41
2,47
6.145.266
Nord Ovest 14.191 -270
2,33
-1,87
1.468 -16
0,24
-1,08
218.253 2.510
35,91
1,16
233.912 2.224
38,48
0,96
344.230 6.540
56,63
1,94
29.711 298
4,89
1,01
607.853 9.062
1,49
1,51
6.081.533
Sud 5.136 50
2,07
0,98
561 12
0,23
2,19
169.218 2.921
68,23
1,76
174.915 2.983
70,52
1,74
68.933 2.640
27,79
3,98
4.181 132
1,69
3,26
248.029 5.755
2,32
2,38
3.243.107
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COVID-19 ultima rilevazione della Protezione Civile
26 Novembre 2020

la situazione aggiornata nelle regioni
COVID-19 ultima rilevazione della Protezione Civile
26 Novembre 2020
le variazioni percentuali sono calcolate rispetto al giorno precedente [in rosso] e al totale del contagio [in blue]
ricoverati con sintomi nuovi % terapia intensiva nuovi % isolati domicilio nuovi % positivi variazioni % dimessi guariti nuovi % decessi nuovi % casi totale nuovi % tamponi
Abruzzo
694 18
2,67
2,66
74 2
0,28
2,78
16.566 282
63,68
1,73
17.334 302
66,63
1,77
7.830 248
30,10
3,27
851 20
3,27
2,41
26.015 570
2,19
2,24
394.751
Basilicata
156 2
2,09
1,30
22
0,30
0,00
5.922 231
79,45
4,06
6.100 233
81,84
3,97
1.218
16,34
0,00
136 3
1,82
2,26
7.454 236
3,17
3,27
146.286
Calabria
428 3
2,81
0,71
45 2
0,30
4,65
9.993 197
65,50
2,01
10.466 202
68,60
1,97
4.536 191
29,73
4,40
254 4
1,66
1,60
15.256 397
2,60
2,67
353.604
Campania
2.212 -70
1,51
-3,07
200 8
0,14
4,17
100.972 1.298
69,15
1,30
103.384 1.236
70,80
1,21
41.151 1.723
28,18
4,37
1.483 49
1,02
3,42
146.018 3.008
2,06
2,10
1.508.502
Emilia Romagna
2.679 -84
2,33
-3,04
258 9
0,22
3,61
68.535 -979
59,67
-1,41
71.472 -1.054
62,23
-1,45
37.835 3.154
32,94
9,09
5.548 55
4,83
1,00
114.855 2.155
1,88
1,91
2.057.518
Friuli Venezia Giulia
599 11
2,21
1,87
55 1
0,20
1,85
13.168 274
48,59
2,13
13.822 286
51,01
2,11
12.536 502
46,26
4,17
741 26
2,73
3,64
27.099 814
3,00
3,10
687.612
Lazio
3.408 60
3,05
1,79
352 3
0,31
0,86
83.543 675
74,69
0,81
87.303 738
78,05
0,85
22.334 1.453
19,97
6,96
2.215 69
1,98
3,22
111.852 2.260
2,02
2,06
2.118.597
Liguria
1.075 -40
2,15
-3,59
114 -9
0,23
-7,32
12.303 -514
24,63
-4,01
13.492 -563
27,01
-4,01
34.137 1.119
68,34
3,39
2.322 14
4,65
0,61
49.951 570
1,14
1,15
584.154
Lombardia
7.996 -118
2,04
-1,45
934 -8
0,24
-0,85
131.471 2.498
33,48
1,94
140.401 2.372
35,76
1,72
231.042 3.118
58,84
1,37
21.212 207
5,40
0,99
392.655 5.697
1,45
1,47
3.949.040
Marche
586 8
2,09
1,38
90 -4
0,32
-4,26
15.733 374
56,04
2,44
16.409 378
58,45
2,36
10.443 131
37,20
1,27
1.221 10
4,35
0,83
28.073 519
1,85
1,88
401.261
Molise
69 3
1,61
4,55
9 -1
0,21
-10,00
2.574 100
60,07
4,04
2.652 102
61,89
4,00
1.530 2
35,71
0,13
103 4
2,40
4,04
4.285 108
2,52
2,59
87.422
Piemonte
4.992 -103
3,14
-2,02
403
0,25
0,00
73.011 588
45,92
0,81
78.406 485
49,31
0,62
74.723 2.194
46,99
3,03
5.875 72
3,69
1,24
159.004 2.751
1,73
1,76
1.490.715
Puglia
1.577 94
3,22
6,34
211 1
0,43
0,48
33.191 813
67,74
2,51
34.979 908
71,38
2,67
12.668 476
25,85
3,90
1.354 52
2,76
3,99
49.001 1.436
2,93
3,02
752.542
Sardegna
535 20
2,67
3,88
73 -3
0,36
-3,95
12.363 257
61,68
2,12
12.971 274
64,71
2,16
6.655 126
33,20
1,93
418 5
2,09
1,21
20.044 405
2,02
2,06
359.592
Sicilia
1.545 -29
2,63
-1,84
253 3
0,43
1,20
36.710 214
62,46
0,59
38.508 188
65,52
0,49
18.890 1.531
32,14
8,82
1.371 49
2,33
3,71
58.769 1.768
3,01
3,10
922.944
Toscana
1.712 -42
1,72
-2,39
281 -5
0,28
-1,75
46.142 -1.098
46,45
-2,32
48.135 -1.145
48,46
-2,32
48.742 2.424
49,07
5,23
2.450 72
2,47
3,03
99.327 1.351
1,36
1,38
1.511.997
Trentino Alto Adige
425 -12
1,15
-2,75
83 1
0,22
1,22
12.878 -224
34,71
-1,71
13.386 -235
36,08
-1,73
22.161 804
59,74
3,76
1.124 20
3,03
1,81
37.097 589
1,59
1,61
666.100
Umbria
349 -12
1,53
-3,32
68 -2
0,30
-2,86
9.017 -489
39,51
-5,14
9.434 -503
41,34
-5,06
13.018 832
57,04
6,83
369 14
1,62
3,94
22.821 343
1,50
1,53
404.601
Valle d'Aosta
128 -9
2,05
-6,57
17 1
0,27
6,25
1.468 -62
23,51
-4,05
1.613 -70
25,84
-4,16
4.328 109
69,33
2,58
302 5
4,84
1,68
6.243 44
0,70
0,71
57.624
Veneto
2.447 25
1,83
1,03
304 -1
0,23
-0,33
72.401 -10
54,01
-0,01
75.152 14
56,06
0,02
55.403 3.894
41,33
7,56
3.501 72
2,61
2,10
134.056 3.980
2,97
3,06
2.734.036
i grafici relativi alle regioni, che per effetto del numero delle stesse si sovrappongono, diventando illegibili, possono essere visualizzati nelle schede delle singoli regioni riaggiungibili selezionando la regione dal "select" in alto alla pagina
COVID-19 ultima rilevazione della Protezione Civile
26 Novembre 2020
{Plotalot Plugin: chart 135 - Nessuna riga}  
medie rapporto contagi/popolazione [100k abitanti]
world Europa Italia
656 1.644 1.588
medie rapporto decessi/contagi
world Europa Italia
2,49% 2,41% 4,35%
nota: Le variazioni negative dipendono da riclassificazioni effettuate dalla Protezione Civile, ad esempio per una riclassificazione dei decessi inclusi in precedenza e accertati non COVID-19 successivamente. In questo caso, ovviamente, la variazione giornaliera deve essere incrementata di pari importo

per l'elenco delle province con indicazione dei contagi e delle variazioni all'ultima rilevazione vedere

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