Fare inversione di marcia: fermare la fusione di Idroservice in Lario Reti Holding e al contrario dare avvio allo scorporo della società dalla casa madre affinchè, divenuta di primo livello, vi si possa affidare il Servizio Idrico.
E’ questa la strada che il Comitato Acqua Pubblica suggerisce di intraprendere dopo che l’Agcm ha posto un cartello di “Divieto di transito” sull’ipotesi di affidamento a Lrh, ritenuta priva dei necessari requisiti di legge.
“Dopo il parere di fine ottobre dell’Autorità, la domanda da porsi è: che cosa si può fare concretamente per evitare che l’acqua vada (o rischi di andare) a gara e quindi finire sul mercato?” ha spiegato il Comitato. “Avendo a cuore davvero il rispetto dell’esito referendario del giugno 2011 - e cioè che la gestione del servizio idrico integrato non venga piegata a logiche di profitto - riteniamo che i 60 giorni scarsi di tempo che la Provincia ha a disposizione per rimuovere i motivi di illegittimità segnalati nel provvedimento dell’Antitrust non debbano essere sprecati. Né per improbabili opere di “convincimento” dell’Autorità -il parere del 21 ottobre infatti è chiarissimo e LRH è indiscutibilmente “fuori gioco”, né per dichiarazioni d’intenti tutte strategie e nessuna ricaduta pratica”.
La soluzione, secondo il Comitato, c’è e non è nuova: Idroservice dovrebbe essere resa di primo livello per poter essere in possesso di tutti i requisiti necessari.
Ma in questo momento i sindaci hanno votato per la fusione della società nella stessa Lrh: una “sentenza” che deve essere bloccata prima che arrivi a conclusione.
Per questo il Comitato ha già preparato un’apposita delibera consigliare “che chiediamo a tutti gli amministratori locali che hanno a cuore l’acqua pubblica di fare propria. Andando oltre le appartenenze, che in questi anni hanno prodotto soltanto l’infausto scenario che stiamo attraversando”.
Ecco come: “La prima cosa da fare con urgenza è a nostro avviso annullare la delibera che, in sede di assemblea dei soci di Lario Reti Holding, ha disposto, il 29 ottobre 2015, la fusione di Idroservice Srl nella holding “bocciata” dall’AGCM. Una volta recuperata, Idroservice Srl andrà scorporata da LRH, rendendola così di primo livello, e finalmente idonea -con passaggi pratici cui rimandiamo nel documento allegato- all’affidamento in house providing. Tutto questo, che ha costi irrisori e tempi brevi, e che si pone in perfetta coerenza con quanto già deliberato dal Consiglio provinciale di Lecco non più tardi di due anni fa, deve essere perfezionato entro il termine del 27 dicembre posto dall’Autorità.”.
L’appello è diretto a Sindaci e consiglieri della Provincia: muoversi il prima possibile per riuscire a trovare un gestore dell’acqua lecchese che sia in possesso di tutti i requisiti previsti dalla normativa e dal referendum votato dai cittadini.
“Il poco tempo e l’alto rischio della gara -per non dire scontato- non consentono (altri) errori. Il territorio potrebbe infatti pentirsene per i prossimi venti o trent’anni (cioè la durata di un affidamento). Ecco perché è agli amministratori locali che spetta l’onere di sventare il rischio gara e riprendere un percorso di affidamento legittimo e sostenibile. Salvata l’acqua dalle grinfie del mercato e dalle logiche del profitto -orizzonte cui tutti, teoricamente, puntano- allora si potrà allora avviare concretamente l’iter che, secondo noi, dovrà condurre all’azienda speciale (ma è un altro discorso in questa fase)”.
 
Per visualizzare la proposta di delibera clicca qui.

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