La politica riesce ancora sorprenderci. La logica della politica riesce a non votare un progetto condiviso. È successo venerdì sera nel Consiglio Comunale di Merate con i consiglieri di Sei Merate, area di centro sinistra, PD. Com'è possibile? Semplice, basta trovare delle motivazioni qualsiasi e il gioco è fatto. Se, poi, le motivazioni sono destituite di ogni fondamento, che importanza ha? E se il progetto garantisce il rispetto dell'esito referendario, cioè della maggioranza degli italiani e dei lecchesi, contrapponendosi al processo di liberalizzazione e privatizzazione dell'ACQUA? Non si può accontentare tutti. O i cittadini o qualcun altro. Forse il Partito?

Il 21.06.2012, l'assemblea dei soci di LRH, i Sindaci di 65 Comuni, ha approvato e autorizzato, a stragrande maggioranza, escluso Cernusco Lombardone, Ello, Merate e Oggiono, un atto, costitutivo di Idroservice, per consentire "aperture alla liberalizzazione e privatizzazione" perché "Eventuali processi di fusione con terze parti o cessioni di partecipazioni sono sostenibili solo attraverso distinti soggetti giuridici" [vedi] con uno schema di statuto "nella versione non in house".[vedi]

Quel che è peggio è che, nel dicembre 2013, i sindaci, nella conferenza d'ambito, e il Consiglio Provinciale, hanno affidato il servizio idrico ad una società costituita per aprire alla liberalizzazione e privatizzazione pur dichiarando di essere contro la privatizzazione. È la magia della politica che può affermare un principio e realizzare esattamente il contrario.

I Sindaci, la Giunta Provinciale, i consiglieri provinciali, i funzionari dell'ATO, i supertecnici profumatamente pagati (escludiamo i consiglieri comunali che non vengono mai informati pur competendo a loro l'indirizzo per l'affidamento dei servizi pubblici locali) non si sono resi conto di che cosa stavano deliberando? o ne erano coscienti? o è stato l'effetto del controllo analogo disei merate LRH sui Comuni? o ci sono altre ragioni?

E i consiglieri provinciali, ora presenti in Sei Merate, che anche in questo caso si sono astenuti pur non condividendo le modalità di affidamento? Cerchiamo di capirli, astenersi quando si condivide e astenersi quando non si condivide, non espone a critiche o a richiami di Partito.

Quali sono le perplessità dei consiglieri di Sei Merate che hanno motivato l'astensione?

L'ipotesi di fusione per incorporazione di Idroservice in Idrolario. Preferirebbero Idrolario in Idroservice spiegando che Idroservice è più strutturata con 100 dipendenti mentre Idrolario ne ha solo 14. Scherzano o ne sono veramente convinti?

Che Idroservice sia più strutturata è vero, l'ha rilevato anche la Corte dei Conti allorché precisa che una delle criticità è dovuta al non aver dotato Idrolario di idonee strutture avendole lasciate a LRH. Ma, questo, la differenza di strutture e non la criticità, è ininfluente ai fini della proposta di Merate.

La fusione è un'integrazione societaria di due società, ossia la concentrazione delle strutture e la somma delle attività e passività delle società coinvolte in una sola. Che sia una o l'altra ad incorporare non fa alcuna differenza. Proviamo a spiegarci in un modo più semplice e comprensibile a tutti. La somma di 1 più 2 è uguale a 3. Sapete quanto fa la somma di 2 più 1? Sempre 3. È la regola aritmetica studiata nelle scuole primarie (le vecchie elementari): cambiando gli ordini degli addendi il risultato non cambia.

Se Idrolario incorpora per fusione Idroservice, le due strutture si uniscono e i dipendenti di Idrolario diventano 114, nel caso contrario succede esattamente la stessa cosa.

Se non ci fossero dubbi per la intrasferibilità dei beni costituenti "demanio acquedottistico", in carico a Idrolario, si potrebbe anche percorrere la strada contraria, tanto non cambia nulla. La scelta di Idroservice in Idrolario è stata dettata solo da ragioni di prudenza per evitare altri pasticci. Ne sono già stati fatti troppi.

Poiché è una questione di "lana caprina", sorge il dubbio che qualcuno stia pensando di fare una fusione di Idrolario in Idroservice, senza che questa venga separata da Lario reti Holding, completando il processo di apertura e liberalizzazione avviato con la costituzione di Idroservice.

Speriamo che non si ripetano colpevoli distrazioni più o meno consapevoli.

Un'altra ragione di perplessità è il rimborso del credito di LRH nei confronti di Idroservice. Probabilmente è una perplessità che sorge dal non avere letto attentamente il progetto in quanto, a chiare lettere, precisato che tale credito sarà rimborsato con le modalità da definire tra i soci di LRH e di Idroservice separata, che, guarda caso, sono praticamente, gli stessi.

Sarebbe opportuno che I consiglieri di Sei Merate evitino di fare citazioni di legge se non le conoscono o non ne capiscono la portata. Come si può chiedere l'asseverazione della fattibilità economica prevista dalla L. 190/2014 se questa deve essere fatta all'atto dell'affidamento. I consiglieri di Sei Merate ritengono che il progetto di Merate sia l'affidamento? Preoccupante, per chi ha competenza di indirizzo e controllo, non distinguere un atto di indirizzo da un atto di gestione.

La preoccupazione aumenta se anche l'Ufficio d'Ambito fa la stessa confusione. Troppa confusione fa sorgere molti dubbi.

L'ulteriore perplessità riguarda le modalità di presentazione della proposta da parte del Comune di Merate. Incredibile. Merate ha inviato ai Comuni, tutti, la prima stesura, quella approvata anche da Sei Merate in occasione della sua presentazione in Consiglio Comunale, nell'ottobre 2014. Ma, prima di un corretto confronto istituzionale, cinque Sindaci, i soliti maggiorenti, hanno dichiarato la proposta irricevibile. Il 10 febbraio il Comune di Merate presenta la propria proposta e Lario Reti Holding la propria candidatura. Con quale titolo LRH esercita un ruolo di indirizzo politico che compete ai consigli comunali e al consiglio provinciale? che abbia deciso dopo aver esercitato il "controllo analogo" sui comuni anche di sostituirsi a loro?

Comunque le questioni di metodo devono essere sollevate nei confronti di chi, il direttore e il presidente dell'Ufficio d'Ambito dell'ATO, pretende che il Progetto di Merate, per essere valutato, debba essere preventivamente condiviso da LRH, Idroservice e Idrolario, cioè di Vittorio Proserpio.

Non si è mai visto, in una società, l'amministratore che approva le decisioni dei soci. Dovrebbe essere il contrario.

Com'è strana l'autonomia che si contraddice e che, nei fatti, si schiera con una parte, espressione di un partito, il PD, anche se a danno del Comune e dei cittadini che, in qualità di consiglieri, dovrebbero tutelare e difendere da effetti, anche economici, negativi.

Se è vero che i consiglieri di Sei Merate hanno deciso di astenersi in totale autonomia, se è vero che sono sostenitori dell'Acqua Pubblica, assumano una posizione coerente dissociandosi da chi vuole e da chi ha autorizzato l'avvio del processo di liberalizzazione e privatizzazione del servizio idrico.

La differenza tra il progetto di Merate e la candidatura di LRH sta nel fatto che la prima vuole mantenere il servizio idrico nell'alveo pubblico per erogare un servizio efficiente ed efficace alla tariffa più bassa mentre la seconda vuole liberalizzare e privatizzare il servizio per produrre profitti anche aumentando le tariffe. Non è un'opinione, lo dicono i documenti.

Se non è una questione di partito, che cos'è?

Tra qualche settimana ci sarà una importante tornata elettorale amministrativa per numerosi Comuni della nostra Provincia, anche importanti come Lecco, è bene che i cittadini comincino a valutare l'attività degli amministratori uscenti e le risposte alle loro aspettative, evitando di votare secondo le indicazioni di partito, per non ricadere nelle logiche di potere che portano a una indebita appropriazione della "cosa pubblica".

È la riflessione di chi si firma "cittadino", non schierato con alcun partito e, in quanto cittadino, dalla parte dei cittadini specialmente quelli più deboli.

Remo Valsecchi, cittadino - Salvatore Krassowski, cittadino

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