I due volti della Sinistra: uno guarda al cittadino l’altro invece al partito. Krassowski e Pozzi a confronto

L'immagine plastica della sinistra che pensa con la propria testa per il bene della collettività e della sinistra che prende ordini arrampicandosi sugli specchi l'hanno offerta Salvatore Krassowski e Alessandro Pozzi. Il primo è il vice sindaco di Cernusco, sulle barricate da sempre per difendere nei fatti e non nelle enunciazioni che l'acqua è un bene universale e quindi la sua gestione deve essere pubblica. Il secondo è il vero capogruppo di "Sei Merate", è un giovanotto cresciuto tra l'estrema sinistra e il movimento ambientalista, estimatore e allievo di Marco Molgora e poi del delfino di quest'ultimo, Paolo Strina. Ma dei due Pozzi ha mutuato soltanto la capacità affabulatoria condendola di luoghi comuni, banalità recitate come fossero concetti elevati, ipocrisia tipica di una certa sinistra che si ritiene sempre al disopra, con diritto permanente alla critica. Quando Pozzi, in evidente affanno, ha annunciato l'astensione sulla proposta di Merate Krassowski, seduta in seconda fila nell'aula consigliare di Palazzo Tettamanti è scattato in piedi, ha pronunciato un ma va..... ed è uscito dall'aula furioso.

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