Da anni ci si confronta sul significato di “controllo analogo” e sul possesso, da parte di Lario Reti Holding, di tale requisito, essenziale per l’affidamento diretto o in house providing secondo la Corte di Giustizia Europea, ma anche secondo copiosa giurisprudenza nazionale.
Paolo Negri, presidente dell’Ufficio d’Ambito, e Giuseppe Conti, sindaco di Garlate, finalmente hanno spiegato di che cosa si tratta. Negri precisa che “Se la società coinvolta in un'operazione, non mi dice che questa cosa la vuole fare, francamente mi sembra infattibile” e Conti, in modo più sintetico, ribadisce lo stesso concetto.
“Controllo analogo”, secondo i due esponenti politici del PD, è la subordinazione dei Comuni alla volontà della società o meglio del suo amministratore. I Comuni possono indirizzare la società solo se questa lo vuole.
Da anni seguo la vicenda, mi sono studiato quasi tutte le sentenze della Corte di Giustizia Europea ed ho sempre creduto che “controllo analogo” fosse “la totale assenza di un potere decisionale suo proprio, in conseguenza del totale assoggettamento dei suoi organi al potere gerarchico dell'ente pubblico titolare della partecipazione sociale” come sentenziato dalla Suprema Corte di Cassazione nella sua massima espressione, le Sezioni Unite. Non ho capito niente, capita. Anche la Corte di Giustizia Europea e la Cassazione non hanno capito niente?
Per fortuna abbiamo due grossi esperti che ci illuminano, rischieremmo di continuare a sbagliare.
La preoccupazione aumenta. Forse è proprio grazie a questi “esperti” che la tariffa dell’acqua, in provincia di Lecco, è aumentata del 181% dal 2007 al 2012, come riportato anche dalla stampa nazionale, e del 278% dal 2007 ad oggi.
Un ringraziamento è dovuto. Senza questi esperti, forse, avremmo qualche problema in meno.

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